le nuvole in cielo si muovono veloci, cerco di seguirle con lo sguardo: si sovrappongono, si intrecciano, si fondono, si scontrano, si distanziano, si perdono all’orizzonte.
corro, tento di afferrarla, la sfioro, la sto afferrando… mi scappa.
ricomincio a rincorrerla, mi avvicino sempre più, inciampo… mi scappa.
mi alzo, corro, non riesco a raggiungerla, sono stanco, rallento… mi scappa.
mi riprendo… ricomincio a correre.
è un susseguirsi continuo di parole, note, gesti che non fanno altro che ricordare qualcuno o qualcosa del nostro passato. non c’è un minuto della nostra vita in cui la nostra mente anche solo per un secondo vola all’indietro… un puzzle pieno di buchi da riempire ma anche composto da milioni di pezzi, alcuni piccoli ed insignificanti altri grandi e intensi.
è la nostra vita, è il motivo del nostro essere, l’unica cosa da ringraziare per come siamo: l’unica cosa da cui non si può scappare.
Guardo dritto davanti a me, i palazzi che scorrono veloci, musica che risuona come vento tra le lamiere.
Continuo a camminare.
Il cemento che mi circonda ricorda un tunnel.
Vedo una luce davanti a me, m’incammino verso di lei… pian piano diventa sempre più forte.
Arrivo in fondo, un grattacielo mi blocca, sopra di esso la luce che prima vedevo: un faro di segnalazione.